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Il tuo Carrello

Nel racconto

Show don’t tell

– oh
– eh
– li vedi quei due?
– chi?
– quei due dall’altra parte della strada
– ma chi?
– quei due, la ragazza col cappello bianco e quello che sembra un nerd
– ma non c’è nessuno
– quindi non li vedi
– non è che non li vedo, non c’è nessuno
– io li vedo
– hai bevuto o fumato o che cosa?
– ci stanno ti dico
– ok, voglio il contatto del tuo pusher
– guarda che quei due ci sono, basta avere gli occhi per vederli
– evidentemente non li ho e poi comunque chi sarebbero?
– lei è una in cerca di una vita che non sa neanche da che parte cominciare, una di quelle che “vado in giro, vedo gente”
– come quella di Nanni Moretti in Ecce Bombo
– esatto, lui invece è un precisino che è stato appena cacciato di casa dalla compagna, anche lui cerca una nuova strada
– mi pare ci siano tutti i presupposti per un cammino comune
– infatti è così
– e secondo te dove si incontreranno
– nel libro che sto scrivendo
– aaaahhhh, ecco perché non li vedo
– è così sai, non ho bisogno di pusher. Quando mi metto a scrivere entro in un’altra dimensione, sono con i miei personaggi, diventano vivi, reali. Ci parlo, li faccio crescere, li ascolto anche, a volte sembra che siano loro che mi diano lo spunto e mi indichino dove deve andare il racconto
– è per questo che non li vedo
– già
– quindi?
– quindi attraverso la strada e vado da loro, vuoi venire?
– ahahah, no dai facciamo che leggerò il libro quando sarà finito, li conoscerò così
– vabbè, vado allora.

E niente, ha attraversato la strada e l’ho perso di vista. Puf, svanito

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